Matrimonio e problematiche coniugali: tra compromessi e soluzioni legali.

Quando si parla di famiglia, non tutti possono comprendere le grandi responsabilità e gli enormi compromessi che si nascondono dietro questo stile di vita. Spesso, se non si ha esperienza in ambito, ci si presta allo stereotipo della classica e fiabesca famiglia felice, ove vige serenità, organizzazione ed amore incondizionato.

Purtroppo al giorno d’oggi, date le innumerevoli difficoltà che si riscontrano nel rendere stabile una situazione familiare, sia emotivamente ma soprattutto economicamente, si incorre spesso in situazioni sgradevoli, come accesi litigi in presenza di minori, ricorrenti bugie, ingiusta presa di posizione dei figli per condizionamento da parte di terzi o dai genitori stessi, divorzi e chi più ne ha più ne metta. Molto spesso, infatti, si arriva ad un vero e proprio rapporto d’odio con il partner o “ex” che ha come principale conseguenza, la presa di posizione di enti legali come avvocati e giudici, per coprire o almeno tutelare i propri interessi e quelli del minore.

Parlare, capire ed agire

Alla base di ogni relazione sociale è radicata l’interazione, in particolar modo la comunicazione verbale. Senza di essa rimane difficoltoso ed improbabile affrontare la quotidianità, la quale prevede non solo la presenza di attimi felici e parentesi di serenità, bensì anche l’insorgere di innumerevoli problematiche a livello umano e sociale.

Non si può pensare di basare un rapporto sull’intuito del partner o della controparte, che può essere immerso magari in problematiche lavorative o interpersonali che lo distolgono dal cogliere quei piccoli segnali, lanciati per essere afferrati tra le righe. Quindi, se si riscontrano problemi con il partner, in questo caso, il metodo più efficace per capire quali sono, è proprio parlarne, o almeno provarci. Ovviamente dall’altra parte non deve mancare l’impegno nell’ascoltare ed essere empatico con il/la coniuge, che essendo arrivato/a a tal punto, evidentemente necessita di un confronto o uno scambio di idee per cooperare nella risoluzione del problema, senza contare il fatto che conversare può indurre la stessa controparte ad esporre anche i propri disagi.

Arrivati a questo punto, non occorre far altro che adoperarsi per raggiungere i sopracitati compromessi finalizzati alla ricerca di una stabilità e di conseguenza di una serenità familiare prima di giungere alla rottura definitiva.

Quando e perchè dire basta

Nonostante l’impegno impiegato da ambo i lati, non sempre si giunge ad un lieto fine.

Spesso anche parlandone, ci si rende conto solo a matrimonio inoltrato che la persona con la quale si ha deciso di condividere la propria vita non è “compatibile” e di conseguenza si arriva al punto di trarre una conclusione. Questo avviene anche quando si percepisce un distaccamento emotivo di una delle due parti, generando un senso di solitudine e malinconia generale nell’ambiente familiare.

Non sempre però è sbagliato porre una fine ad una relazione, soprattutto se essa arreca malessere a tutti i membri della famiglia.

Molto spesso si tende a voler continuare ad intessere un rapporto per paura della solitudine, per abitudine, per timore di voler distruggere cio che si è creato fino ad ora, per affetto o per paura di nuocere alla salute psicologica del minore, non rendendosi conto che in ogni caso, si arreca malessere oltre che in prima persona, anche alla prole. Quindi è fondamentale per vivere una vita serena e senza rapporti “tossici”, anche avere il coraggio di prendere decisioni drastiche come quella di dire basta.

Anche nel male, cercare un lieto fine

Arrivati al punto di rottura della relazione matrimoniale, è necessario affrontare la tematica del divorzio. Per quanto possa essere dolorosa per alcuni, liberatoria per altri ed economicamente impegnativa su più fronti, è necessaria per ritrovare a questo punto una stabilità personale anche a livello psicologico. Ovviamente non si tratta di una questione risolvibile con una stretta di mano, bensì bisogna ricorrere ad enti legali, come avvocati specializzati nei diritti civili, i quali appunto presentano esperienza, professionalità e perchè no una certa sensibilità per poter fare in modo che questa decisione pesi il meno possibile ad entrambe le parti.

Professionisti di questo genere si possono trovare ovunque, in qualsiasi regione, ed anche se l’abito non fa il monaco, anche l’occhio vuole la sua parte quindi consiglierei di cercare, anche sul web, avvocati che presentino nel dettaglio le loro competenze ed il loro curriculum senza peli sulla lingua come nel caso riportato al seguente link: www.avvocatomeatrezzi.it.

Trattandosi di tematiche estremamente delicate, non bisogna sottovalutare la scelta del giusto intermezzo o portavoce dei diritti di ognuna delle parti per affrontare la rottura con maggiore fluidità ed armonia possibile. Giunti al termine, prima di arrivare alla conclusione di un qualsiasi rapporto, è bene parlare, capire le problematiche e cercare di risolverle, per non addossarsi il futuro peso del rimpianto di non averci neanche provato.